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fra gli studi di cosmofisica degli accoppiamenti d'anime

 
 
le sorprese sono sempre
dietro l'angolo quando si hanno
gli occhi chiusi,
se non ci si ricorda chi era
quella di ieri si ha come l'impressione
di dare troppa fiducia a tutti,
rivedendo in mille persone una
persona lontana forse quanto il sole,
dietro le quinte, fra le comparse;
 
levati dalla testa le onde perchè
esse s'infrangono sempre sopra il cuore,
amare quanto grandi, sospese e
inattese, lei si muove laggiù lontano
dai miei pensieri.
 
quattro chiodi mi legano ad un muro
in cui sono trapiantanto, questa
notte il mio istinto mi ha fregato,
gentilmente mi ha condotto in una
inutile trappola, fra le spine ed
il veleno, corroso dallo smog
e dallo stress,
da questa maledetta vita di provincia.
 
 
le poesie sono canzoni
le canzoni sono poesie
mia nipote parla da sola nell'altra
stanza ha appena un anno e già
recita i migliori foni di una lingua che
sa solamente lei, beata gioia
che si affaccia alle persiane
in questo mattino,
 
il sole filtra leggermente
fra i buchi-le pareti si
accendono e tutto sembra finalmente
vivo nuovo reale,
oggi ho ancora notizie di te,
di te che come un coglione
non aspettavo, perchè
troppo indaffarato a contare
le piume di un rapace senza becco
nè onore.
 
amore,
amore,
amore...
che dire?
                a  m o r e
 
 
 

diario di un'avventura finita

 
 
il cattivo umore è una patologia
che infesta le zone d'ombra delle città di questo paese.
ogni sera ognuno si cuce addosso
un futuro che non gli appartiene,
tirando al rialzo sul valore di ogni
stronzata, per non sentirsi male. 
 
nell'epoca delle bugie raccontarsi la verità
è un antitodo efficace, ma la verità è troppa
quando si è stati abituati a non tirarla fuori mai,
così tutti aspettano il momento d'esplodere
e raccontarsi per come realmente si sono visti,
si vedono, ognuno s'intende ovviamente a suo modo.
 
come concentrarsi su quello che succede fuori
dalla Provincia quando vi si è immersi dal capo ai piedi e
senza speranza s'affronta la gravità dell'aria,
l'estasi grottesca degli sfoghi che essa concede,
la deriva dei sentimenti che affligge
gli individui che si trovano malcapitatamente a
vivere ed amare fra queste desolate città medievali?
 
ogni sforzo di astrazione è contaminato alle fondamenta
ed ogni stormo si libra in vola già avvelenato, mentre
i cani affollano le strade e la rogna scorre nei meccanismi
di ogni anima, tutto si erode in egual misura allo stesso
identico e multiforme male, curabile solamente da una fuga in grande
stile od una non-meglio identificabile banalizzazione dello spirito.
 
il lettore mi perdonerà se mi soffermo ancora una volta
su tali tristi argomenti, eppure quest'oppressione leva
ossigeno ad ogni altro mio pensiero o divagazione,
stanotte mi rapisce perfino dalla fantasia, dalla
razionalità, mi bandisce da ogni tipo di ebbrezza.
 
sconfortato vado a letto tardissimo,
ed ho voglia di bruciare la mia casa,
e me stesso, e le mie cose,
perchè desidero ricominciare,
senza dimenticare,
eppure dimenticando.

ordini superiori

 
 
 
controlla il passato per trovarci
dentro la maggiorparte degli errori
e dei passi fatti bene,
 
sincerati delle condizioni delle
tue idee per capire se ti trovi
dalla parte giusta, se ce n'è ancora una,
 
vedi se le birre costano troppo,
gli amici non ti fanno mai uscire
più soldi di quelli necessari,
 
l'italia è un paese di poveri e perditempo,
perchè di attimi ce ne sono oramai
troppi, al contrario degli amici
(gli affari fanno gola a tutti),
 
scendi le scale verso l'oblio con calma,
perchè sparire non è un obbligo, ma
una via d'uscita che rimane sempre
aperta mentre la musica sale di volume e
gli amori si nascondono fra le pieghe
degli atteggiamenti e tutti hanno un loro
modo di dirti che hanno bisogno di parlare,
 
e spiegare,
cose c'è che non va,
perchè l'impianto s'è guastato e
se non diamo tutti una mano ad aggiustarlo
questa sera si balla al buio e fra le note dei
silenzi incompresi di chi è buono solamente
quando il vento tira dritto nella vela,
 
fino al mattino,
gli orari sono fornaci di idee,
chiusi tutta la settimana,
aperti tutto l'anno.
 
la piscina mi chiama,
mia madre mi chiama,
la patria mi silura,
con precisione,
mentre io pago un altro cocktail
di felicità e bisogni,
e ti sorrido,
facendo finta che sia
sempre tutto ok.
 
 
 
 

sembrare

 
 
il tuo sorriso è di sbieco e si vede a metà,
la spiaggia è buia semideserta le tende
dei nomadi bruciate più in là,
tutto è silenzio finchè l'attimo è ubriaco
le luci la gente che mi grida accanto
sono infinitamente lontane,
tu parli ed io non ci capisco nulla
mi sembra di ascoltare un'altra lingua,
il mio pensiero rimbomba nella testa
e non vi è modo di ascoltare nient'altro.
 
il cortocircuito vampa nell'aria,
tu sei insicura e parli per sentirti meglio,
dici tutto quello che ti passa per la testa,
il pranzo di stamattina, l'uscita con un'amica,
shopping domenicale e volontariato
infrasettimanale, io ho una grossa
confusione dagli occhi al sistema di comando,
esasperato mi chiedo
cosa non ho voglia di dire,
se c'è qualche segreto,
qualcosa di nuovo...
 
è un processo, questa notte,
i tuoi occhi impauriti mi accusano
di non essere all'altezza delle tue
certezze, ma io non ho certezze...
ho solo polvere, e birre vuote,
e giorni sprecati, e storie
andate di traverso.
 
i roghi si spegnerano
all'orizzonte frattanto che
tu ti alzi e muovi i tuoi
passi lontano, mentre
il brusio della gente svanisce
altrove ed io rimango solo
a [sclerare
 
 
 
 

poesia prima di dormire

 
 
mentre il mattino arde sulle
spiagge dentro le spalle dei
pescatori io accompagnato
dalle rondini che si svegliano
do un'occhiata agli orrendi
balconi dei vicini.
 
cemento e vetroplastica
gestiscono gli spazi strozzati
mentre i giardini del signore del
pianterreno respirano a gran
voce ridando allo squallore
del condominio un'aria
primaverile-estiva.
 
sono sicuro di godermi un attimo
di sollievo e non so bene il perchè
ho ancora una volta la sensazione
di essere nuovo. involontaria,
riflessa, come sempre, eppure
maledettamente vera.
 
sei ere fa ero sul punto di
mollare eppure oggi sono
di nuovo pronto a combattere,
a giustiziare il mondo intero
in nome della mia ispirata verità.
 
<sono egoista>, è questo
l'ultimo pensiero che mi
affiora mentre dal balcone
rientro nella mia stanza,
squallida come il resto
del palazzo e
silenziosa come
una tomba immersa
nella foresta.
la vita gioisce ed
io non ho rispetto,
nè paura,
nè fede,
solo giustizia
(e sonno).
 
 
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